Analisi dei bisogni assicurativi: cosa ti devono chiedere

Check-up assicurativo

Quando chiedi un check-up assicurativo, la prima cosa che succede è rispondere a una serie di domande. Non è curiosità: è l’analisi dei bisogni assicurativi, il passaggio con cui l’intermediario capisce cosa vuoi proteggere prima di proporti un contratto. «Check-up» non è un termine tecnico, ma le regole che lo accompagnano sono precise e le fissa l’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, l’autorità pubblica che controlla il settore. Progetto Speciale S.n.c. di Amorigi Carmela e Carnevale Paolo, agenzia in Via Aquileia 46 a Palermo, è iscritta al RUI, il Registro Unico degli Intermediari, l’elenco pubblico in cui deve comparire chi distribuisce polizze. L’iscrizione è in sezione A con numero A000172423: è la sezione degli agenti che operano in nome o per conto di una o più imprese di assicurazione. Qui trovi quali domande ti verranno fatte, cosa ricevi alla fine e perché tutto questo ti tutela.

Le principali esigenze di chi affitta a breve termine

Perché è tenuta a farlo: secondo l’IVASS, il distributore deve raccogliere prima le informazioni utili sul cliente e proporre esclusivamente contratti coerenti con le sue esigenze. «Distributore» è il termine con cui le regole indicano chi vende polizze, agenzie comprese. L’ordine dei passaggi, quindi, non è casuale: prima si ascolta, poi si propone. Una proposta arrivata senza nessuna domanda, al contrario, dovrebbe farti sorgere qualche dubbio. Le domande servono a capire la tua situazione, quali rischi ti preoccupano e quali coperture hai già, così da individuare eventuali doppioni o vuoti. Per te il vantaggio è concreto: rispondere con calma e in modo completo è il modo più semplice per arrivare a una polizza pensata per la tua situazione, e non per quella di un cliente qualsiasi. Se una domanda ti sembra strana, chiedi pure a cosa serve: spiegarlo fa parte del lavoro dell’intermediario.

Cos'è l'analisi dei bisogni assicurativi e cosa ricevi per iscritto?

È la valutazione delle tue richieste ed esigenze: l’intermediario ti chiede quali bisogni vuoi coprire e ti spiega cosa prevede il contratto. Alla fine ricevi una dichiarazione scritta. Nella direttiva europea sulla distribuzione assicurativa, nota come IDD, questo passaggio si chiama demands and needs test, cioè test delle richieste e delle esigenze.

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Dal 2020, con il Provvedimento IVASS n. 97 del 4 agosto, il distributore deve consegnarti una dichiarazione in cui attesta che il prodotto risponde alle tue esigenze e richieste. Se l’intermediario ti offre anche una consulenza, cioè un consiglio personalizzato prima della firma, deve rilasciarti una raccomandazione personalizzata che spieghi perché quel contratto risponde meglio ai tuoi bisogni. La consulenza si definisce imparziale quando si basa sull’analisi di un numero sufficiente di contratti e fornitori disponibili sul mercato. Conserva questi documenti insieme alla polizza: sono la traccia scritta di ciò che hai chiesto e di come ti è stato risposto.

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Cosa succede se la polizza non è adatta a te?

Per le polizze senza componente di investimento la vendita si ferma: se la valutazione dà esito negativo, quel prodotto non può esserti proposto. Non è sempre stato così. Prima del 2020 il regolamento IVASS prevedeva la possibilità di vendere anche un contratto che non corrispondeva alle esigenze del cliente. Il Provvedimento n. 97 ha eliminato quelle disposizioni e oggi, come osserva la rivista di settore Insurance Trade, un esito negativo blocca il collocamento, cioè la vendita. Per le polizze che hanno anche una componente di investimento valgono regole ulteriori, dette di adeguatezza e appropriatezza, che richiedono un discorso a parte. In pratica, se durante il check-up emerge che una copertura non fa per te, il passo successivo è cercarne una più coerente oppure rinunciare. Le condizioni però cambiano da contratto a contratto: per capire se una specifica polizza risponde alla tua situazione serve una verifica fatta insieme all’agenzia.

Massimale, franchigia e scoperto cosa vogliono dire?

Sono tre parole chiave della polizza indicate dall’IVASS e stabiliscono quanto paga l’assicurazione e quanto resta a tuo carico. Il massimale è l’importo massimo che l’impresa paga in caso di sinistro, cioè dell’evento dannoso coperto dal contratto: se il danno lo supera, la parte eccedente resta a te. La franchigia è una somma fissa che rimane a carico dell’assicurato. Un esempio proposto da Facile.it: con franchigia di 200 euro e un danno di 1.000 euro, l’assicurazione paga 800 euro e tu 200. Lo scoperto funziona in modo simile, ma in percentuale: con uno scoperto del 10% sullo stesso danno da 1.000 euro, la compagnia copre 900 euro e tu ne paghi 100. Durante l’analisi chiedi sempre come si combinano questi tre elementi nella polizza che ti viene proposta e controlla come sono indicati nel tuo contratto: due coperture dal nome simile possono lasciarti a carico importi diversi al momento del sinistro.

Rivolgiti a Progetto Speciale S.n.c. di Amorigi e Carnevale

Il modo migliore per sfruttare l’incontro è arrivare con le idee chiare su cosa vuoi proteggere: la casa, l’auto, la famiglia, il lavoro. Sui dettagli pratici del check-up gratuito, come durata e modalità di svolgimento, è l’agenzia a darti le indicazioni quando la contatti. Quello che le regole prevedono, invece, vale sempre: domande prima della proposta, una dichiarazione scritta di coerenza e lo stop alla vendita se il prodotto non risponde alle tue esigenze. Come agenzia iscritta nella sezione A del RUI, Progetto Speciale opera per conto delle imprese che rappresenta e può aiutarti a leggere massimali, franchigie e scoperti delle coperture che hai già o di quelle che stai valutando. Se vuoi capire se le tue polizze rispondono ancora a ciò di cui hai bisogno, puoi chiedere un appuntamento per il check-up: è l’occasione per mettere in fila, con calma, tutte le domande sulle tue coperture e ricevere risposte basate sul tuo contratto.